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GRAZIE PADRE!![]() E’ difficile in questo momento, accogliendo la notizia della scomparsa di S.E.Mons. Ruppi, valutare quale debba essere la reazione. L’emozione prende il sopravvento e genera uno stato di profonda desolazione. Per alcuni, e lo scrivente e’ fra costoro, il distacco e’ difficile, perche’ il legame per anni vissuto con Mons.Ruppi e’ incancellabile e non puo’ essere intaccato neanche dalla morte. E’ stato un legame condiviso all’ombra di una silente sofferenza, che ha sempre dettato le regole. Basti pensare che l’anno di ingresso a Lecce di S.E.Mons. Ruppi e’ stato segnato dalla improvvisa scomparsa di mio padre, nel luglio del 1989, e dalla scomparsa della sua mamma Livianna, nell’ottobre dello stesso anno. Insieme, nella stessa casa, giorno dopo giorno, abbiamo vissuto fino all’anno 2002, condividendo le quotidiane fatiche, ma anche i momenti forti della vita pastorale e della Chiesa locale, tra cui la visita di Papa Giovanni Paolo II nel settembre del 1994.Nel marzo del 1997 e’ esplosa la comune passione per i poveri, attraverso l’accoglienza dei tanti immigrati che giungevano lungo le coste del Salento. E’ stata una stagione di grande carita’, senza ombre e senza interessi, nonostante le successive sofferenze, che non hai mai intaccato il coraggio e la trasparenza nel servire gli ultimi. Dal 2000 e’ iniziato il cammino in Moldova, che abbiamo condiviso, fino all’ultima sua visita a Chisinau nei mesi scorsi. In dieci anni ha inaugurato in Moldova sette strutture per i poveri, per i bambini e per i malati, fino a scrivere con grande sacrificio il catechism della Chiesa cattolica moldava. Nel 2008 ha benedetto il Cenacolo Regina Pacis e quando e’ tornado in Moldova nei mesi scorsi, molto sofferente, mi ha detto:”Questa e’ l’ultima volta che vengo…”. Ecco i frammenti di un legame tra un padre e un figlio, tra un Pastore stupendo e l’ultimo dei suoi preti. Negli ultimi mesi, quando la malattia ha preso il sopravvento, mi chiamavs al telefono tutti i giorni:”Come stai? Salutami i bambini! Non far mancare nulla agli anziani! Ti voglio bene. Prega per me. Non ti lascero’ mai solo…”. Sono state le sue parole di ogni giorno, fino all’ultimo giorno, il giorno della sua morte. Ed ora? Il vuoto e’ reale, anche S.E.Mons. Domenico D’Ambrosio, e’ allo stesso modo un padre attento e premuroso. Mons. Ruppi mi ha sempre detto: ”Devi voler bene a Mons. D’Ambrosio… e’ buono!”. Bisogna colmare il vuoto e la sofferenza con la responsabilita’ di percorrere la strada che lui ha tracciato, dove fede e sacrificio hanno rappresentato sempre dei punti di riferimento, per una fedelta’ alla Chiesa senza ombre e nella totale trasparenza, come sempre Mons. Ruppi ha voluto. Personalmente devo dire che per la seconda volta ho perso mio padre. Ora a Lecce rimane mia madre ed e’ cio’ che mi lega alla terra che mi ha dato la vita ed il sacerdozio. Stringo fra le mani il crocifisso che Mons. Ruppi mi ha consegnato il 7 dicembre del 2007, quando mi ha inviato missionario fidei donum in Moldova, per servire i poveri e saranno i poveri, come sta avvenendo, a fare giustizia. Grazie padre per il dono dell’umilta’ e per aver condiviso con me, senza mai nulla temere, i silenzi della sofferenza, che sono fin dall’inizio diventati un grande perdono! Don Cesare
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DEMNITATEA TA E IN MIINILE TALE
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