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Badanti: sanatoria, no quote, meno spese
Proposta di legge della Regione Friuli



Dopo la proposta di legge presentata in Parlamento dal senatore Antonio Rotundo (Ds), la Fondazione Regina Pacis vede ora al suo fianco, nell’iniziativa contro il discriminatorio trattamento per l’ingresso in Italia e autorizzazione al lavoro di ballerine e badanti straniere, il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. Con una maggioranza trasversale, la Regione Friuli ha formulato e sottoposto al Parlamento una proposta di legge sulle badanti sintetizzata in tre punti. Il primo articolo prevede una regolarizzazione per gli extracomunitari irregolari che lavorano in Italia per l’assistenza a favore di anziani o disabili; perché questa sanatoria possa aver luogo, è necessario che la condizione di non autosufficienza della persona assistita sia provata da certificati medici. Il secondo articolo inserisce le badanti che hanno «seguito una specifica attività di formazione nel Paese d'origine» tra quei lavoratori stranieri autorizzati a entrare in Italia ed essere assunti indipendentemente dalle quote del decreto flussi annuale; questa facilitazione è già ora prevista dalla legge Bossi-Fini per infermieri professionali, professori universitari e altre tipologie di lavoratori, compresi ballerine dei night e addestratori di leoni. Infine la proposta di legge della Regione Friuli Venezia Giulia intende aiutare economicamente le famiglie che assumono una badante, con un terzo articolo che prevede la deducibilità totale delle spese sostenute; la deducibilità finora consentita dalla legge si limita a un massimo di 1.820 euro. La proposta del Consiglio regionale friulano passa ora al Parlamento.

Il provvedimento della Regione Friuli rivela una solidarietà di intenti con la campagna di sensibilizzazione promossa dalla Fondazione Regina Pacis per estendere anche alle badanti quanto oggi previsto, ad esempio per le ballerine dei night, dall’articolo 27 della Legge 6 marzo 1998, n. 40, cosiddetta Bossi-Fini, ossia la possibilità di entrare regolarmente in Italia e di lavorare per due anni senza passare dalle quote annualmente programmate dal decreto flussi.

L’intervento della Fondazione, lungi dal promuovere una crociata contro le ballerine dei night (fenomeno che peraltro rappresenta molto spesso l’anticamera della prostituzione e della tratta di esseri umani ad essa connessa), ha inteso piuttosto denunciare una discriminazione inaccettabile ed evidenziare al legislatore i seguenti fondamentali aspetti: 1) Nelle famiglie italiane esiste oggi un elevato bisogno di badanti; 2) L’elevata necessità di queste figure professionali sta facendo crescere a dismisura il lavoro nero, che attinge inevitabilmente dalle sacche di immigrazione irregolare e incrementa a livello internazionale il traffico di esseri umani; 3) Risulta determinante, per affermare la legalità e venire incontro a una reale necessità generale, che l’applicazione dell’articolo 27 della Legge sulla immigrazione comprendesse anche la «figura professionale delle badanti», alle quali potrebbe essere concesso l’ingresso in Italia al di fuori delle quote annuali per lavoro e un permesso di soggiorno a tempo determinato (2/3 anni) per la specifica attività lavorativa, con l’obbligo dell’esercizio del solo lavoro di badante, come attualmente avviene per «ballerini, artisti e musicisti da impiegare presso locali di intrattenimento».

Oltre alle iniziative di legge, la campagna della Fondazione Regina Pacis sta ricevendo anche numerose adesioni da esponenti politici di ogni schieramento, intellettuali, artisti, religiosi, istituzioni ecclesiastiche, associazioni, liberi professionisti e cittadini, tra i quali Bruno Tabacci (Udc, Presidente commissione Camera deputati), Adriana Poli Bortone (An, europarlamentare), Gianni Pittella (Ds, europarlamentare), Livia Turco (Ds), Lorenzo Ria (Margherita), Gregorio Dell’Anna (FI), Rosario Giorgio Costa (FI), Marco Tullio Giordana (regista, Roma), mons. Cosmo Francesco Ruppi (Arcivescovo di Lecce).

Elenco completo delle adesioni finora pervenute all’appello-campagna della Fondazione Regina Pacis.

Intervento dell’on. Giacinto Urso, Difensore civico della Provincia di Lecce, nel dibattito sulle badanti e la loro condizione in Italia

Per ulteriori approfondimenti sul tema delle badanti, clicca qui


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