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Abbandono minorile


In Moldavia il disagio minorile è percepibile con somma evidenza e numerose sono le cause che lo producono: disgregazione familiare, demotivazione della scuola, crollo della metodologia educativa, abbandono ed analfabetizzazione, attrattiva del benessere e dei messaggi consumistici. Il minore è “bombardato” da provocazioni sociali che rendono estremamente difficile il percorso educativo.
In crisi è il minore, in Moldavia, ma ancor di più lo sono le strutture con funzione educativa, ed il riferimento è soprattutto alla famiglia ed alla scuola. Cosa si può pretendere da un ragazzo che vive con i nonni anziani ed i cui genitori sono emigrati, o separati, o vivono condizioni di povertà? Identica è la condizione di una scuola che non motiva la formazione e non supporta il corpo docente, il quale a causa dell’esiguità dello stipendio preferisce emigrare. Nel momento in cui il minore vive l’abbandono e l’isolamento è costretto ad organizzarsi da solo, ad autoeducarsi, a non avere dei modelli educativi, sostituiti dai messaggi provenienti dalla società del benessere lontano.

Il crollo della fascia generazionale giovanile rappresenta un evento drammatico per la società moldava, la quale rischia di non avere futuro e di consegnare i suoi ragazzi all’abbandono, alla solitudine, all’emigrazione. A tutto ciò si aggiunga la condizione di povertà, che genera umiliazione e sofferenza, limita il ragazzo nelle sue scelte, alimentando la società dei sogni, dei progetti, dei desideri. Ci sono fenomeni sempre più visibili lungo le strade della Moldavia, come i bambini in stato d’abbandono. A questo punto è indispensabile porre una chiara differenziazione, sul concetto diffuso dei «bambini di strada», che sono una realtà differente dai «bambini della strada»: in Moldavia non ci sono «bambini di strada», ma ci sono «bambini della strada». Cosa significa tale distinzione?

Il «bambino di strada» è colui che non ha più alcun legame con la famiglia, è completamente solo e vive un’evidente situazione d’autonomia, sostenendosi in forme differenti, come il furto, l’elemosina, la carità e la solidarietà di enti. L’unica prospettiva è la strada. Il «bambino della strada» è colui che invece ha una famiglia, ma questa è lontana, forse vive in un villaggio, è molto povera, il bambino ha litigato con essa, non sopporta i genitori perché sono dediti all’alcool. In questo caso la famiglia non rappresenta per il minore un ambiente dove egli ama vivere, non è un riferimento di valori, non si riconosce e preferisce starne lontano, o al massimo ci torna di tanto in tanto, mantenendo un atteggiamento conflittuale.
La condizione dell’abbandono è identica, però cambia la metodologia di intervento, perché il recupero del «bambino della strada» non ha come obiettivo il bambino ma la famiglia, che deve essere recuperata e sostenuta al fine di permettere il rientro del minore al suo interno. Si ritorna quindi ad affermare che in Moldavia il processo di recupero dei bambini in stato d’abbandono ha un obiettivo immediato che è il bambino stesso, ma ha un obiettivo finale che è la famiglia, la quale esiste fisicamente e deve ritornare ad assumere, certamente con non poca fatica, un ruolo educativo nei confronti del figlio.

Esistono realtà intorno al mondo dei bambini che danno l’idea della difficile condizione e fanno comprendere quali progettualità bisogna mettere in campo per il futuro. Sono oltre 14.i 000 minori negli istituti in Moldavia, le carceri per minori sono sempre piene, le adozioni internazionali sono lente e burocratizzate, basso è il livello d’età di coloro che fanno uso di bevande alcoliche ed allucinogeni, molti bambini vivono ritardi psicosomatici nella crescita, facili da superare in una fase evolutiva infantile corretta. È triste vedere i bambini raccogliere cibo e materiale a loro utili all’interno delle grandi discariche di rifiuti urbani.
Oltre al disagio c’è ovviamente una larga fascia di minori che vivono il proprio cammino formativo e educativo – nonostante la precarietà dei servizi – in una condizione che comunque non offre grandi prospettive per il futuro.

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