HomeItalianoRomânaEnglishРусский La tua dignità è nelle tue mani. Custodiscila

archivio
cooperazione

La funzione degli organismi
di solidarietà in Moldavia.
Nostro intervento
al Consiglio d’Europa

testimonianze

Incontri e condivisione:
le vostre esperienze

Scrivici anche tu

vai all’home page

Emigrazione


In Moldavia è molto elevata la domanda d’emigrazione e nella quasi totalità dei casi la motivazione è quella reale ed indiscutibile della povertà. Il fenomeno migratorio esiste, in forma sia regolare sia irregolare: basti pensare che solo in Italia nell’anno 2003 sono stati regolarizzati oltre 30.000 cittadini moldavi entrati in Europa in forma irregolare negli anni precedenti, mentre il flusso migratorio in uscita dalla Moldova viene valutato nei termini approssimativi di 10.000 soggetti al mese, la gran parte verso l’Europa. Il 47% degli emigranti moldavi sarebbe rappresentato da donne, in età compresa tra i 16 e i 64 anni.

L’emigrazione è una risorsa sociale che coinvolge, anche emotivamente, un elevatissimo numero di cittadini moldavi: l’idea di partire, di stare meglio, di guadagnare, di poter comprare una casa, di avere delle certezze, rappresenta una mèta fortemente desiderata dal cittadino moldavo. Una valutazione inversa dimostra altresì come l’emigrazione rappresenti un elemento di impoverimento sociale, soprattutto per le giovani generazioni, perché esiste l’abbandono della scuola (analfabetizzazione), si avverte l’inutilità della frequenza universitaria, anzi sempre più l’università è considerata il “parcheggio” dei disoccupati o di chi non è ancora nelle condizioni di andare all’estero.

In Europa gli spazi lavorativi occupati dai moldavi sono nel settore dell’edilizia, dell’aiuto domestico, dell’agricoltura, della ristorazione, dell’alberghiero, dell’assistenza sanitaria o come badanti, della meccanica, in genere della piccola industria, pur essendo gli stessi moldavi in possesso di titoli di studio, anche universitari, che permetterebbero inserimenti lavorativi di ben altro livello.

La condizione è vantaggiosa con la regolarizzazione, che è possibile a secondo delle legislazioni dei singoli Stati d’Europa; il rischio è elevato invece nella clandestinità, con il timore continuo dell’espulsione, che oggi rappresenta nella legislazione europea un forte disagio. Accade sempre, soprattutto in Italia e Francia, che il cittadino moldavo, rintracciato dalla Polizia in condizione di clandestinità al fine di sfuggire all’espulsione con accompagnamento nel proprio Oaese, faccia richiesta d’asilo politico, ricevendo un permesso di soggiorno provvisorio, che non permette però di poter lavorare, in attesa che lo Stato a cui è stata rivolta la richiesta esprima il parere, che nella maggior parte dei casi è negativo. La richiesta di asilo politico è solo una tecnica per sfuggire all’espulsione, ma non risolve il problema della irregolarità sul territorio. Tale sistema è oggi fortemente adottato dai rumeni in Italia, la cui presenza clandestina è quantificata intorno alle 100.000 unità.

L’emigrato moldavo ha buone possibilità di poter percorrere un cammino sociale in Europa, perché l’indole moldava è fortemente in sintonia con quella europea, sono apprezzate le capacità, il carattere e lo spirito di sacrificio. In Europa è opinione diffusa che l’emigrato moldavo è una risorsa nel mondo del lavoro. Bisogna però essere attenti al coinvolgimento criminale, soprattutto per quanto riguarda il traffico di essere umani, lo sfruttamento finalizzato alla prostituzione, il traffico di sostanze stupefacenti e di auto rubate. Il sopravvento delle organizzazioni criminali rumene su quelle albanesi, attualmente in atto, evidenzia sempre più la complicità di cittadini moldavi.

Un supporto nella integrazione viene dalla forte aggregazione della comunità moldava nei paesi esteri, perchè subito all’interno del territorio di permanenza si crea un forte senso di collaborazione, di aiuto reciproco, di assistenza nel bisogno. I moldavi, contrariamente ai rumeni ed ucraini, non hanno ancora dato vita a forme di aggregazione stabili, localmente riconosciute, le quali potrebbero avere una maggiore efficacia e soprattutto potrebbero offrire dei validi servizi agli ultimi arrivati. Non di rado accade di rintracciare cittadini moldavi che vivono in baracche, sotto i ponti o in situazione degradanti, perché, pur avendo un lavoro ed un permesso di soggiorno non sono nelle condizioni di poter pagare un affitto di casa. Il costo mensile di un affitto in uno Stato europeo si aggira intorno ai 600-800 euro, in un’abitazione di 60-70 metri quadrati, dove abitano almeno quattro persone, che si suddividono la spesa. A tale spesa vanno sommati la diaria giornaliera del pasto, che non può essere meno di 15 euro, e i costi vari di almeno 10 euro al giorno, per cui è possibile prevedere che 900 euro al mese sono necessari per andare avanti ed il resto va inviato a casa, con uno stipendio presumibile che va dai 1.200 ai 1.500 euro. Tutto questo facendo un lavoro dignitoso. È possibile anche guadagnare di più, ma ovviamente si entra nella logica dello sfruttamento e di un lavoro che va molto oltre le previste sette ore quotidiane. Diverso è il lavoro di assistente sanitario, per la cura degli anziani, dove la donna riceve uno stipendio, che va dagli 800 ai 1.000 euro, compreso vitto ed alloggio. Redditizi sono i lavori stagionali, soprattutto nel settore della ristorazione, non certamente in quello agricolo.

Un grande aiuto viene dalle strutture caritative della Chiesa cattolica, sparse su tutto il territorio europeo, le quali offrono servizi di assistenza, come le mense, i centri di ascolto, la tutela dei diritti nel mondo del lavoro, il supporto legale nella regolarizzazione o altra documentazione in rapporto al permesso di soggiorno, l’inserimento lavorativo, l’insegnamento della lingua estera. Soprattutto in Italia accade che molti cittadini moldavi siano sostenuti dai servizi caritativi della Chiesa cattolica.

È chiaro che il moldavo emigrato è costretto a grandi sacrifici, anche perché il più delle volte ha alle spalle il debito accumulato per il pagamento del visto di ingresso ad organizzazioni criminali o agenzie illegali. A tutto ciò si aggiunga la richiesta incalzante di denaro che viene dal resto della famiglia rimasta sul territorio moldavo. Le rimesse di denaro, cioè il denaro che l’emigrato invia alla famiglia, rappresentano il vero grande profitto economico per la Moldavia. L’aspetto negativo di questo profitto è dato dal fatto che l’emigrazione è considerata come l’unica possibilità per il superamento della condizione di povertà; accade quindi in Moldavia che emigrando si risolve la povertà economica del singolo, ma si acceleri il processo di impoverimento sociale.

FOCUS MOLDAVIA


IL PAESE
Geografia, popolazione
Politica ed economia

LE PROBLEMATICHE
Disagio sociale
Famiglie disgregate
Emigrazione
Traffico di donne
Abbandono minorile
Disagio anziani
Turismo sessuale

REGINA PACIS: OPERE
Informazione, sviluppo
Vittime della tratta
Casa bambini strada
Mense e servizi
Accoglienza bambini
Opere in Transnistria