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«Riconoscere lo status di vittime alle donne trafficate»
Appello all’Unione Europea dal progetto «Tratta No!»
«L’Europa riconosca alla donne trafficate e sfruttate lo status di vittime della tratta». È la proposta unanime scaturita al termine della giornata di studio a Lecce, lo scorso 25 novembre, tra esperti, rappresentanti di Ong internazionali e partner del progetto dell’Unione Europea Equal TrattaNo!
Dopo la presentazione ufficiale del progetto, il 24 novembre a Roma presso il Ministero delle Pari Opportunità, i lavori di «TrattaNo!» sono proseguiti il 25 a Lecce, presso le strutture della Fondazione Regina Pacis, con una giornata di studio sul fenomeno della tratta. In questa occasione, i diversi soggetti coinvolti nel progetto – provenienti da Italia, Svezia, Lettonia e Grecia – hanno unanimemente rivolto all’Unione Europea e al Consiglio d’Europa un appello affinché venga riconosciuto lo «status di vittima» alla donne trafficate e oggetto di sfruttamento sessuale, con le stesse modalità applicate oggi in Europa ai richiedenti asilo politico.
Tra gli interventi, di particolare rilievo quelli dell’on. Elisa Pozza Tasca, già membro della Commissione del Ministero dell’Interno per l’applicazione dell’art.18/Lg.286 e per la tutela della vittime della tratta, e del Dr. Cataldo Motta, della Direzione Distrettuale Antimafia. «È ormai tempo di applicare una legislazione comune – ha detto l’on. Pozza Tasca – nella tutela delle vittime e del loro percorso di recupero, soprattutto con il supporto del riconoscimento della condizione di vittima. Spesso ci si trova nel forte disagio di dover applicare leggi che alla fine ci lasciano sempre lontani dalla persona, dalla sua sofferenza e dalla sua condizione di sfruttamento».
Alla giornata di studio ha partecipato anche don Cesare Lodeserto, da tempo impegnato nei Paesi dell’Est e del Nord Europa, per la prevenzione e il contrasto al traffico di donne. «Occorre una scelta politica e legislativa più determinata – ha dichiarato don Lodeserto – che consenta alle vittime della tratta di essere riconosciute come tali da tutta l’Europa; ciò significa rivalutare la donna, restituirle dignità, e soprattutto avviare una considerazione condivisa della condizione di sofferenza vissuta da queste persone. La vittima della tratta non è una prostituta e non ha nulla in comune con l’immigrazione clandestina: piuttosto, è una persona trafficata con la forza e con violenze di ogni tipo. Il riconoscimento della condizione di vittima è un gesto di civiltà che farebbe onore all’Europa e ai suoi valori».
In occasione della giornata di studio, è stato presentato il sito del progetto www.trattano.it ed il relativo materiale informativo. «TrattaNo!» intende promuovere un punto di vista diverso, un approccio innovativo al fenomeno della tratta ed alle reali condizioni della vittima, agendo in primo luogo sul pregiudizio, vero ostacolo a un’efficace integrazione lavorativa e sociale delle vittime.
(5 dicembre 2005)
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