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Il governo moldavo inserisce la Fondazione
nella Commissione nazionale antitratta
Dopo diversi anni di intenso lavoro da parte della Fondazione Regina Pacis nel contrasto al traffico degli esseri umani, coronati da successi e riconoscimenti, il governo della Repubblica di Moldavia ha deciso di inserire la Fondazione nella Commissione nazionale per il contrasto al traffico degli esseri umani, con l’incarico anche di sviluppare analisi e progetti. La notizia è stata data il 14 settembre scorso a Chisinau all’Arcivescovo di Lecce, Mons. Cosmo Francesco Ruppi, ed al Vescovo di Chisinau Mons. Anton Cosa, dal Dr. Iatco, responsabile del governo della Moldavia per i rapporti con gli organismi di culto e religione, da cui la Fondazione dipende, a motivo della sua appartenenza alla Chiesa cattolica moldava. Erano presenti per l’occasione anche Mons. Cesare Lodeserto e il Dr. Ilie Zabica.
Tale riconoscimento premia gli sforzi finora effettuati soprattutto nei Paesi dell’Est Europa, in particolare in Moldavia, dove la Fondazione è impegnata in una estesa campagna di contrasto al traffico delle donne e in una costante informazione, soprattutto nelle zone periferiche dello Stato moldavo. Con riferimento al fenomeno della tratta, la Fondazione svolge in Moldavia i seguenti servizi: accoglienza alle vittime della tratta che fanno rientro in Moldavia; informazione di vario genere su tutto il territorio nazionale; presenza informativa in zone periferiche, villaggi e territori non raggiunti dall’informazione comune; assistenza alle famiglie delle vittime, soprattutto nel caso della presenza di minori, attraverso forme di intervento di carattere umanitario e non.
Le ultime analisi fatte dalla Fondazione hanno evidenziato il chiaro ridimensionamento del traffico di donne per sfruttamento sessuale verso l’Italia, principalmente per due ragioni: aumento dell’immigrazione irregolare verso l’Italia per lavoro ed interesse dei trafficanti verso altri Paesi più redditizi e con meno ostacoli o rischi, come la Turchia, Cipro, i Balcani, le regioni arabe, soprattutto Dubai, e Israele.
Alta rimane l’attenzione alla tutela della donna moldava da parte della Fondazione, sia in Moldavia (turismo sessuale) sia all’estero (tratta e sfruttamento della prostituzione). Importante è il monitoraggio costante del fenomeno della tratta e l’individuazione degli obiettivi per il suo miglior contrasto. Altrettanto importante è il lavoro di rete e collaborazione tra i diversi organismi statali e non, come ad esempio OIM, La Strada, Osce, Unicef, ICS, Caritas ed altri, che egregiamente operano in Moldavia.
(24 settembre 2005)
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