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«La verità è nella carità, solo il perdono libera»
Il ritorno sereno e silenzioso di Don Cesare
Lo ha chiesto a tutti fin dal primo istante della sua libertà: «Silenzio e nessun chiasso o trionfalismo». Così don Cesare Lodeserto, il 17 giugno scorso, ha salutato gli amici e tutti coloro che hanno fatto corona alla sua gioia, chiedendo il silenzio assoluto, nella piena convinzione che solo questo atteggiamento potrà permettere l’affermazione della verità e donare serenità a chi ha la competenza di esercitare la giustizia. Niente stampa, nessuna dichiarazione, nessuna festa, ma solo un immediato e tanto atteso viaggio in Moldavia, dove don Cesare era atteso dai suoi bambini.
«La verità è nella carità»: così ha ricordato a tutti don Cesare, che per alcune sere è andato a distribuire i pasti con gli operatori del «Progetto Marta», porgendo, anche nel silenzio della sua sofferenza, il pasto ai tanti poveri che vengono quotidianamente serviti dalla Chiesa di Lecce. È un atteggiamento che non sorprende, questo, in don Cesare, vista la libertà interiore e la disponibilità al servizio che lo ha sempre profondamente caratterizzato.
Un fatto, di cui siamo venuti a conoscenza, lascia trasparire i sentimenti di questo prete abituato a servire i poveri sulla strada. Il 13 giugno scorso, giorno di Sant’Antonio, ha distribuito il tradizionale «pane di Sant’Antonio» proprio nell’aula del Tribunale di Lecce dove aveva luogo l’incidente probatorio che lo riguardava. Mentre la giustizia procedeva per affermare la verità dei suoi comportamenti, lui, il prete del pane e dei poveri, si preoccupava di donare a tutti il «pane della misericordia e del perdono». Gesto eloquente, che racconta un intero stile vita e libertà interiore. Proprio come il suo unico commento alla notizia della restituita libertà fisica: «Mi ha liberato il coraggio del perdono».
(3 luglio 2005)
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