|
Lettere dei detenuti moldavi in Italia
in risposta al nostro progetto di aiuto
Avviato il nostro progetto per l’aiuto e il sostegno ai detenuti moldavi in Italia, sono giunte due lettere proprio da costoro. Una proviene dal carcere di Torino, l’altra da quello di Catanzaro; entrambe cercano aiuto e condividono ansie e preoccupazioni.
Dal carcere di Torino
Vi ringrazio per il bene che svolgete nel mio Paese, sia per i bambini che per le donne, per la protezione della dignita del prossimo e dei poveri che soffrono, troppo spesso soli ed abbandonati fra persone che non se ne prendono cura.
Penso da tempo, e mi auguro che Dio lo voglia, che all’uscita dal carcere io possa tornare nel mio Paese e, nel tempo, aprire un’associazione per dare consulenza giuridica e aiuto legale in difesa dei diritti di minori, donne ed anziani. Certo non sara facile in Moldavia, per molto tempo sotto il condizionamento del comunismo e solo da quindici anni in cammino verso la democrazia. La persona li e dimenticata dalle istituzioni, non conosce i suoi diritti e non li puo neanche esercitare, perche ancora influenzata da quella paura e suggestione che viene dal comunismo di un tempo.
Io sono laureato in legge e ho studiato in Moldavia presso il Collegio di informatica e diritto, terminando gli studi nel 2001. Successivamente mi sono iscritto all’Accademia di diritto, sempre in Moldavia, per integrare i miei studi. Nel 2002 ho abbandonato gli studi e sono venuto in Italia per lavorare. Ora sono in carcere, ma non senza speranza. Da tempo sto lottando per iscrivermi a un corso di Laurea in giurisprudenza, presso una delle Universita italiane, ma fino ad ora ho trovato molti ostacoli nella burocrazia consolare, per il rilascio di una dichiarazione di valore per il titolo di studio conseguito in Moldavia. Se non avro questa possibilita, faro rientro in Moldavia per continuare i miei studi e, se Dio vuole, mettermi al servizio del prossimo.
Chiedo a voi un consiglio sul mio progetto di assistenza legale e vorrei mantenere un rapporto di corrispondenza con voi, nella speranza di poterci incontrare un giorno ed esservi di aiuto. Il Signore Gesu vi assista e vi dia pace!
Nicolae
Dal carcere di Catanzaro
Sono Viorel e sono sempre in attesa di essere accolto agli arresti domiciliari. Ho anche parlato con fra Beppe Prioli, in visita in questo istituto e so che questa lettera giungera alla Fondazione.
Sono in condizione di ricevere tutti i benefici e vi prego di potermi accogliere.
Un abbraccio, in nome di nostro Signore.
Viorel
(maggio 2005)
|